{"id":609,"date":"2012-07-24T18:34:00","date_gmt":"2012-07-24T16:34:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.afipinternational.com\/news\/2012\/07\/24\/afip-domanda\/"},"modified":"2012-07-24T18:34:00","modified_gmt":"2012-07-24T16:34:00","slug":"afip-domanda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.afipinternational.com\/news\/2012\/07\/24\/afip-domanda\/","title":{"rendered":"AFIP domanda"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #0b5394;\">Nell\u2019ambito delle iniziative che  AFIP sta mettendo in campo per aprirsi sempre di pi\u00f9 alle nuove  generazioni ci \u00e8 parso utile cominciare col mettere in rete il quesito  dei quesiti:<br \/>&nbsp;<i>\u201cIn questo terzo millennio di enormi cambiamenti  tecnologici, in cui la velocit\u00e0 di fruizione delle immagini prodotte nel  mondo \u00e8 quasi istantanea, esiste ancora una specificit\u00e0 della  fotografia italiana, un vedere italiano che differenzi la nostra  fotografia da quella straniera?\u201d<\/i><br \/>Qui di seguito una serie di  risposte di esponenti che appartengono a vario titolo al nostro mondo e  che serviranno da stimolo per aprire una discussione che speriamo ampia e  a molte voci.<br \/>Il vostro parere \u00e8 indispensabile per creare la fotografia del futuro!<\/span><\/p>\n<p>&#8220;Secondo lei esiste una fotografia italiana? Se s\u00ec, quali sono le caratteristiche che la contraddistinguono?&#8221;<\/p>\n<h3>Alessia Paladini, galleria Forma<\/h3>\n<p>Risponde:<\/p>\n<p>&nbsp;La fotografia italiana esiste, ed e\u0300 a mio parere molto vitale e stimolante, anche se non credo si possa parlare di una \u201cscuola italiana\u201d. Esistono grandi talenti, sia tra i maestri della tradizione del novecento che tra le nuove generazioni di emergenti; trovo pero\u0300 che sia necessario e imprescindibile uno sforzo maggiore per fare conoscere la fotografia italiana e i suoi protagonisti a livello internazionale, permettendo cosi\u0300 di uscire da una dimensione \u201cprovinciale\u201d che penalizza da sempre i nostri artisti\u201d.<\/p>\n<p>Alessia Paladini<\/p>\n<h3>Luca Panaro, critico d&#8217;arte<\/h3>\n<p>Risponde:<\/p>\n<p>Venuta meno la possibilit\u00e0 di ricoprire un ruolo prestigioso nel nostro  Paese, la fotografia italiana contemporanea ha cercato prima delle altre  nazioni il riconoscimento oltre confine, e questo le ha dato un  vantaggio considerevole rispetto alle \u201cavversarie\u201d europee. La grande  variet\u00e0 di proposte e di caratteri stilistici che la caratterizzano, ha  permesso alla nostra fotografia di distinguersi dall&#8217;omologazione che  spesso connota la scena internazionale. I fotografi italiani non si  riconoscono in uno stile, non possiamo parlare di una \u201cscuola\u201d, anche se  a volte lo si \u00e8 fatto a proposito del paesaggio, piuttosto di una serie  di battitori liberi accomunati da una spiccata sensibilit\u00e0 a cogliere i  tratti salienti del proprio tempo.<\/p>\n<p>Luca Panaro, critico d&#8217;arte&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell\u2019ambito delle iniziative che AFIP sta mettendo in campo per aprirsi sempre di pi\u00f9 alle nuove generazioni ci \u00e8 parso utile cominciare col mettere in rete il quesito dei quesiti:&nbsp;\u201cIn questo terzo millennio di enormi cambiamenti tecnologici, in cui la velocit\u00e0 di fruizione delle immagini prodotte nel mondo \u00e8 quasi istantanea, esiste ancora una specificit\u00e0 della fotografia italiana, un vedere italiano che differenzi la nostra fotografia da quella straniera?\u201dQui di seguito una serie di risposte di esponenti che appartengono a vario titolo al nostro mondo e che serviranno da stimolo per aprire una discussione che speriamo ampia e a molte voci.Il vostro parere \u00e8 indispensabile per creare la fotografia del futuro! &#8220;Secondo lei esiste una fotografia italiana? Se s\u00ec, quali sono le caratteristiche che la contraddistinguono?&#8221; Alessia Paladini, galleria Forma Risponde: &nbsp;La fotografia italiana esiste, ed e\u0300 a mio parere molto vitale e stimolante, anche se non credo si possa parlare di una \u201cscuola italiana\u201d. Esistono grandi talenti, sia tra i maestri della tradizione del novecento che tra le nuove generazioni di emergenti; trovo pero\u0300 che sia necessario e imprescindibile uno sforzo maggiore per fare conoscere la fotografia italiana e i suoi protagonisti a livello internazionale, permettendo cosi\u0300 di uscire da una dimensione \u201cprovinciale\u201d che penalizza da sempre i nostri artisti\u201d. Alessia Paladini Luca Panaro, critico d&#8217;arte Risponde: Venuta meno la possibilit\u00e0 di ricoprire un ruolo prestigioso nel nostro Paese, la fotografia italiana contemporanea ha cercato prima delle altre nazioni il riconoscimento oltre confine, e questo le ha dato un vantaggio considerevole rispetto alle \u201cavversarie\u201d europee. La grande variet\u00e0 di proposte e di caratteri stilistici che la caratterizzano, ha permesso alla nostra fotografia di distinguersi dall&#8217;omologazione che spesso connota la scena internazionale. I fotografi italiani non si riconoscono in uno stile, non possiamo parlare di una \u201cscuola\u201d, anche se a volte lo si \u00e8 fatto a proposito del paesaggio, piuttosto di una serie di battitori liberi accomunati da una spiccata sensibilit\u00e0 a cogliere i tratti salienti del proprio tempo. 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