{"id":603,"date":"2012-11-28T14:09:00","date_gmt":"2012-11-28T13:09:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.afipinternational.com\/news\/2012\/11\/28\/afip-domanda-a-ferdinando-scianna\/"},"modified":"2012-11-28T14:09:00","modified_gmt":"2012-11-28T13:09:00","slug":"afip-domanda-a-ferdinando-scianna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.afipinternational.com\/news\/2012\/11\/28\/afip-domanda-a-ferdinando-scianna\/","title":{"rendered":"AFIP Domanda a Ferdinando Scianna"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #0b5394;\">Nell\u2019ambito delle iniziative che  AFIP sta mettendo in campo per aprirsi sempre di pi\u00f9 alle nuove  generazioni ci \u00e8 parso utile cominciare col mettere in rete il quesito  dei quesiti:<br \/>&nbsp;<i>\u201cIn questo terzo millennio di enormi cambiamenti  tecnologici, in cui la velocit\u00e0 di fruizione delle immagini prodotte nel  mondo \u00e8 quasi istantanea, esiste ancora una specificit\u00e0 della  fotografia italiana, un vedere italiano che differenzi la nostra  fotografia da quella straniera?\u201d<\/i><br \/>Qui di seguito una serie di  risposte di esponenti che appartengono a vario titolo al nostro mondo e  che serviranno da stimolo per aprire una discussione che speriamo ampia e  a molte voci.<br \/>Il vostro parere \u00e8 indispensabile per creare la fotografia del futuro!<\/span> <\/p>\n<p>\u201cSecondo lei esiste una fotografia italiana? Se si, quali sono le caratteristiche che la contraddistinguono?\u201d <\/p>\n<table align=\"center\" cellpadding=\"0\" cellspacing=\"0\" style=\"margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/4.bp.blogspot.com\/-VuKwg9P1qqM\/ULX-v0zL9VI\/AAAAAAAAAIY\/2V9zBeDa7P0\/s1600\/fotografi_scianna-2307.jpg\" style=\"margin-left: auto; margin-right: auto;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" height=\"339\" src=\"http:\/\/4.bp.blogspot.com\/-VuKwg9P1qqM\/ULX-v0zL9VI\/AAAAAAAAAIY\/2V9zBeDa7P0\/s640\/fotografi_scianna-2307.jpg\" width=\"640\" \/><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\">Photo by Diego Ronzio<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<h3>Ferdinando Scianna&nbsp; &#8211;&nbsp; Fotografo<\/h3>\n<p><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\">Risponde:<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\">Buona domanda, difficilissima risposta. <br \/>Per molto tempo ho creduto che la fotografia italiana, per ragioni storiche e sociali, soprattutto, non avesse fatto a tempo a costruire un suo sistema di segni, di caratteristiche che la rendessero originale, o almeno riconoscibilmente peculiare. <br \/>Non \u00e8 avvenuto come in Francia, dove la nuova borghesia assume da subito la fotografia come una propria espressione, la acquista e la regala al mondo. <br \/>Non \u00e8 avvenuto come negli Stati Uniti, dove una societ\u00e0 giovane che fondava una nuova realt\u00e0 sociale e politica e mancava di una grande tradizione storico figurativa trova nella fotografia lo strumento per costruirsene una. <br \/>Da noi, nazione appena nata ma culturalmente oberata da una tradizione storica culturale forse troppo pesante, la mancata rivoluzione borghese ha impedito che la fotografia fosse sentita e usata come strumento della modernit\u00e0. <br \/>Chi sono i nostri padri fotografici? Il conte Primoli, scrittori come Capuana e Verga, pittori come Michetti, grandi dilettanti &#8220;\u00e0 la page&#8221; di quanto succedeva in Europa che sperimentavano la fotografia come gioco e come autocompiacimento estetico. <br \/>Quando la fotografia italiana \u00e8 diventata un fenomeno molto pi\u00f9 diffuso, per anni \u00e8 stato l&#8217;affare dei circoli fotografici.&nbsp; Il crociano Cavalli era il suo profeta. <br \/>I fotografi che hanno tentato di uscire da quella pur interessante palude hanno guardato alla fotografia francese e americana, soprattutto. <br \/>Un paradosso \u00e8, per esempio, che il fenomeno economico culturale forse pi\u00f9 cospicuo della contemporaneit\u00e0 italiana &#8211; la moda e il design &#8211; non hanno saputo costruire contemporanee mitologie di fotografi italiani. <br \/>Eppure, il fotografo forse pi\u00f9 difficile da collocare, Mario Giacomelli, \u00e8 un fotografo incontestabilmente italiano. Molto italiano \u00e8 il cosmopolita Mulas. Sento molto italiani Basilico e Berengo Gardin. <br \/>Adesso mi pare di poter dire che anche se \u00e8 difficilissimo isolare le caratteristiche specificamente italiane della nostra fotografia, pure \u00e8 possibile, credo, individuarne una certa cadenza speciale. <br \/>&nbsp;Una solida aria di appartenenza alla nostra grande tradizione figurativa, una certa vocazione, almeno fino a un certo momento, alla narrazione sociale e culturale. <br \/>S\u00ec, forse esiste una fotografia italiana. Forse.&nbsp;&nbsp;<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><b>Ferdinando Scianna<\/b> <\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell\u2019ambito delle iniziative che AFIP sta mettendo in campo per aprirsi sempre di pi\u00f9 alle nuove generazioni ci \u00e8 parso utile cominciare col mettere in rete il quesito dei quesiti:&nbsp;\u201cIn questo terzo millennio di enormi cambiamenti tecnologici, in cui la velocit\u00e0 di fruizione delle immagini prodotte nel mondo \u00e8 quasi istantanea, esiste ancora una specificit\u00e0 della fotografia italiana, un vedere italiano che differenzi la nostra fotografia da quella straniera?\u201dQui di seguito una serie di risposte di esponenti che appartengono a vario titolo al nostro mondo e che serviranno da stimolo per aprire una discussione che speriamo ampia e a molte voci.Il vostro parere \u00e8 indispensabile per creare la fotografia del futuro! \u201cSecondo lei esiste una fotografia italiana? Se si, quali sono le caratteristiche che la contraddistinguono?\u201d Photo by Diego Ronzio Ferdinando Scianna&nbsp; &#8211;&nbsp; Fotografo Risponde: Buona domanda, difficilissima risposta. Per molto tempo ho creduto che la fotografia italiana, per ragioni storiche e sociali, soprattutto, non avesse fatto a tempo a costruire un suo sistema di segni, di caratteristiche che la rendessero originale, o almeno riconoscibilmente peculiare. Non \u00e8 avvenuto come in Francia, dove la nuova borghesia assume da subito la fotografia come una propria espressione, la acquista e la regala al mondo. Non \u00e8 avvenuto come negli Stati Uniti, dove una societ\u00e0 giovane che fondava una nuova realt\u00e0 sociale e politica e mancava di una grande tradizione storico figurativa trova nella fotografia lo strumento per costruirsene una. Da noi, nazione appena nata ma culturalmente oberata da una tradizione storica culturale forse troppo pesante, la mancata rivoluzione borghese ha impedito che la fotografia fosse sentita e usata come strumento della modernit\u00e0. Chi sono i nostri padri fotografici? Il conte Primoli, scrittori come Capuana e Verga, pittori come Michetti, grandi dilettanti &#8220;\u00e0 la page&#8221; di quanto succedeva in Europa che sperimentavano la fotografia come gioco e come autocompiacimento estetico. Quando la fotografia italiana \u00e8 diventata un fenomeno molto pi\u00f9 diffuso, per anni \u00e8 stato l&#8217;affare dei circoli fotografici.&nbsp; Il crociano Cavalli era il suo profeta. I fotografi che hanno tentato di uscire da quella pur interessante palude hanno guardato alla fotografia francese e americana, soprattutto. Un paradosso \u00e8, per esempio, che il fenomeno economico culturale forse pi\u00f9 cospicuo della contemporaneit\u00e0 italiana &#8211; la moda e il design &#8211; non hanno saputo costruire contemporanee mitologie di fotografi italiani. Eppure, il fotografo forse pi\u00f9 difficile da collocare, Mario Giacomelli, \u00e8 un fotografo incontestabilmente italiano. Molto italiano \u00e8 il cosmopolita Mulas. Sento molto italiani Basilico e Berengo Gardin. Adesso mi pare di poter dire che anche se \u00e8 difficilissimo isolare le caratteristiche specificamente italiane della nostra fotografia, pure \u00e8 possibile, credo, individuarne una certa cadenza speciale. &nbsp;Una solida aria di appartenenza alla nostra grande tradizione figurativa, una certa vocazione, almeno fino a un certo momento, alla narrazione sociale e culturale. S\u00ec, forse esiste una fotografia italiana. 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