{"id":600,"date":"2012-11-30T21:01:00","date_gmt":"2012-11-30T20:01:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.afipinternational.com\/news\/2012\/11\/30\/afip-domanda-a-settimo-benedusi\/"},"modified":"2012-11-30T21:01:00","modified_gmt":"2012-11-30T20:01:00","slug":"afip-domanda-a-settimo-benedusi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.afipinternational.com\/news\/2012\/11\/30\/afip-domanda-a-settimo-benedusi\/","title":{"rendered":"AFIP Domanda a Settimo Benedusi"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #0b5394;\">Nell\u2019ambito delle iniziative che  AFIP sta mettendo in campo per aprirsi sempre di pi\u00f9 alle nuove  generazioni ci \u00e8 parso utile cominciare col mettere in rete il quesito  dei quesiti:<br \/>&nbsp;<i>\u201cIn questo terzo millennio di enormi cambiamenti  tecnologici, in cui la velocit\u00e0 di fruizione delle immagini prodotte nel  mondo \u00e8 quasi istantanea, esiste ancora una specificit\u00e0 della  fotografia italiana, un vedere italiano che differenzi la nostra  fotografia da quella straniera?\u201d<\/i><br \/>Qui di seguito una serie di  risposte di esponenti che appartengono a vario titolo al nostro mondo e  che serviranno da stimolo per aprire una discussione che speriamo ampia e  a molte voci.<br \/>Il vostro parere \u00e8 indispensabile per creare la fotografia del futuro!<\/span> <\/p>\n<p>\u201cSecondo lei esiste una fotografia italiana? Se si, quali sono le caratteristiche che la contraddistinguono?\u201d<\/p>\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/1.bp.blogspot.com\/-pT0UIVeakWA\/ULkAdUknn1I\/AAAAAAAAAJE\/kLbUDDDt3cw\/s1600\/settimio_benedusi.jpg\" style=\"margin-left: 1em; margin-right: 1em;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" height=\"640\" src=\"http:\/\/1.bp.blogspot.com\/-pT0UIVeakWA\/ULkAdUknn1I\/AAAAAAAAAJE\/kLbUDDDt3cw\/s640\/settimio_benedusi.jpg\" width=\"640\" \/><\/a><\/div>\n<p><\/p>\n<h3><b>Settimio Benedusi &#8211; Fotografo<\/b><\/h3>\n<p>Risponde:<b>&nbsp;<\/b><\/p>\n<h3> <\/h3>\n<p>La Fotografia penso abbia, se si parla di nazioni, un padre ed una madre molto precisi: la Francia e l\u2019America. La prima (il padre) ha fornito il primo spermatozoo, creandola, la seconda (la madre) l\u2019ha cresciuta e fatta diventare adulta.<br \/>Cosa e come possa essere considerata l\u2019Italia in questa metafora non lo so, forse uno zio simpatico che ogni tanto l\u2019ha portata in giro a divertirsi, ma poco pi\u00f9.<br \/>Mentre infatti \u00e8 esistita ed esiste una fotografia francese ed americana molto precisa (cos\u00ec come in verit\u00e0 esiste una fotografia tedesca, inglese, giapponese e addirittura africana\u2026) temo che non si possa veramente dire che esista una Fotografia italiana, con una sua identit\u00e0 definita e con caratteristiche precise. La Fotografia in Italia infatti temo che sia sempre stata vista (e tuttora lo sia!) come un passatempo amatoriale: non \u00e8 un caso che il suo background forse pi\u00f9 solido siano state le associazioni fotoamatoriali (vedi La Gondola, a Venezia) dalle quali peraltro sono usciti grandi nomi.<br \/>Ma sempre associazioni amatoriali sono! Con finalit\u00e0, modalit\u00e0 e caratteristiche ben diverse dagli ambiti nei quali si sono da sempre ritrovati ad operare i fotografi di altre nazioni.<br \/>Se penso a fotografi che a mio vedere rappresentino in maniera seria, profonda e storicizzata una visione italiana della Fotografia solo tre nomi mi vengono in mente: Ugo Mulas, Federico Patellani e Giampaolo Barbieri. Certamente esistono tanti altri nomi di fotografi italiani che rappresentano l\u2019eccellenza della fotografia italiana nel mondo, ma non sono cos\u00ec sicuro che possano assumersi l\u2019onore e la responsabilit\u00e0 di essere rappresentativi in maniera esclusiva di una stile italiano.<br \/>Mulas, Patellani e Barbieri a mio avviso invece hanno le caratteristiche per potersi definire inequivocabilmente italiani, e nient\u2019altro.<br \/>Ugo Mulas rappresenta la mente, il cervello, l\u2019intelletto, caratteristiche forse piccolo borghesi ma che sono e sono sempre state nel nostro dna. Quelle che hanno reso immensa la commedia del cinema italiano, quelle che hanno fatto in maniera tale che fossero scritti libri che sono riusciti a superare le barriere linguistiche, e penso a Calvino.<br \/>La mente, il cervello e l\u2019intelletto di Ugo Mulas non a caso, alla fine della sua vita, sono culminate nelle \u201cVerifiche\u201d, baluardo irraggiungibile di una meditazione sulla fotografia, che non ha eguali al mondo.<br \/>Federico Patellani \u00e8 il neorealismo, che \u00e8 una cosa assolutamente e unicamente italiana: lui \u00e8 stato colui il quale \u00e8 riuscito a dargli una dignit\u00e0 fotografica e non solo cinematografica.<br \/>Giampaolo Barbieri rappresenta la stagione d\u2019oro della moda italiana, quando c\u2019erano i vestiti italiani, fatti in Italia da sarti italiani, modelle italiane, truccatori italiani, parrucchieri italiani e infine giornali e giornalisti italiani che (nonostante tutta questa italianit\u00e0?!?) mostravano al mondo che il nostro stile e la nostra eleganza avevano radici culturali antiche e solide.<br \/>Ecco, questi tre grandissimi Fotografi fanno in maniera tale che, pur in maniera marginale, forse esista una fotografia italiana, ed abbia in s\u00e9 le caratteristiche (l\u2019intelligenza, il realismo e l\u2019eleganza) di questi tre grandi autori.<\/p>\n<p>Settimio Benedusi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell\u2019ambito delle iniziative che AFIP sta mettendo in campo per aprirsi sempre di pi\u00f9 alle nuove generazioni ci \u00e8 parso utile cominciare col mettere in rete il quesito dei quesiti:&nbsp;\u201cIn questo terzo millennio di enormi cambiamenti tecnologici, in cui la velocit\u00e0 di fruizione delle immagini prodotte nel mondo \u00e8 quasi istantanea, esiste ancora una specificit\u00e0 della fotografia italiana, un vedere italiano che differenzi la nostra fotografia da quella straniera?\u201dQui di seguito una serie di risposte di esponenti che appartengono a vario titolo al nostro mondo e che serviranno da stimolo per aprire una discussione che speriamo ampia e a molte voci.Il vostro parere \u00e8 indispensabile per creare la fotografia del futuro! \u201cSecondo lei esiste una fotografia italiana? Se si, quali sono le caratteristiche che la contraddistinguono?\u201d Settimio Benedusi &#8211; Fotografo Risponde:&nbsp; La Fotografia penso abbia, se si parla di nazioni, un padre ed una madre molto precisi: la Francia e l\u2019America. La prima (il padre) ha fornito il primo spermatozoo, creandola, la seconda (la madre) l\u2019ha cresciuta e fatta diventare adulta.Cosa e come possa essere considerata l\u2019Italia in questa metafora non lo so, forse uno zio simpatico che ogni tanto l\u2019ha portata in giro a divertirsi, ma poco pi\u00f9.Mentre infatti \u00e8 esistita ed esiste una fotografia francese ed americana molto precisa (cos\u00ec come in verit\u00e0 esiste una fotografia tedesca, inglese, giapponese e addirittura africana\u2026) temo che non si possa veramente dire che esista una Fotografia italiana, con una sua identit\u00e0 definita e con caratteristiche precise. La Fotografia in Italia infatti temo che sia sempre stata vista (e tuttora lo sia!) come un passatempo amatoriale: non \u00e8 un caso che il suo background forse pi\u00f9 solido siano state le associazioni fotoamatoriali (vedi La Gondola, a Venezia) dalle quali peraltro sono usciti grandi nomi.Ma sempre associazioni amatoriali sono! Con finalit\u00e0, modalit\u00e0 e caratteristiche ben diverse dagli ambiti nei quali si sono da sempre ritrovati ad operare i fotografi di altre nazioni.Se penso a fotografi che a mio vedere rappresentino in maniera seria, profonda e storicizzata una visione italiana della Fotografia solo tre nomi mi vengono in mente: Ugo Mulas, Federico Patellani e Giampaolo Barbieri. Certamente esistono tanti altri nomi di fotografi italiani che rappresentano l\u2019eccellenza della fotografia italiana nel mondo, ma non sono cos\u00ec sicuro che possano assumersi l\u2019onore e la responsabilit\u00e0 di essere rappresentativi in maniera esclusiva di una stile italiano.Mulas, Patellani e Barbieri a mio avviso invece hanno le caratteristiche per potersi definire inequivocabilmente italiani, e nient\u2019altro.Ugo Mulas rappresenta la mente, il cervello, l\u2019intelletto, caratteristiche forse piccolo borghesi ma che sono e sono sempre state nel nostro dna. Quelle che hanno reso immensa la commedia del cinema italiano, quelle che hanno fatto in maniera tale che fossero scritti libri che sono riusciti a superare le barriere linguistiche, e penso a Calvino.La mente, il cervello e l\u2019intelletto di Ugo Mulas non a caso, alla fine della sua vita, sono culminate nelle \u201cVerifiche\u201d, baluardo irraggiungibile di una meditazione sulla fotografia, che non ha eguali al mondo.Federico Patellani \u00e8 il neorealismo, che \u00e8 una cosa assolutamente e unicamente italiana: lui \u00e8 stato colui il quale \u00e8 riuscito a dargli una dignit\u00e0 fotografica e non solo cinematografica.Giampaolo Barbieri rappresenta la stagione d\u2019oro della moda italiana, quando c\u2019erano i vestiti italiani, fatti in Italia da sarti italiani, modelle italiane, truccatori italiani, parrucchieri italiani e infine giornali e giornalisti italiani che (nonostante tutta questa italianit\u00e0?!?) mostravano al mondo che il nostro stile e la nostra eleganza avevano radici culturali antiche e solide.Ecco, questi tre grandissimi Fotografi fanno in maniera tale che, pur in maniera marginale, forse esista una fotografia italiana, ed abbia in s\u00e9 le caratteristiche (l\u2019intelligenza, il realismo e l\u2019eleganza) di questi tre grandi autori. 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