{"id":523,"date":"2014-12-01T12:11:00","date_gmt":"2014-12-01T11:11:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2016-04-09T09:08:44","modified_gmt":"2016-04-09T07:08:44","slug":"francesco-cito-una-vita-in-foto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.afipinternational.com\/news\/2014\/12\/01\/francesco-cito-una-vita-in-foto\/","title":{"rendered":"Francesco Cito &#8211; Una vita in foto"},"content":{"rendered":"<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><a style=\"margin-left: 1em; margin-right: 1em;\"><img alt=\"\" width=\"464\" height=\"640\" border=\"0\" \/><\/a><\/div>\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><b><span style=\"background-color: white; color: #141823; font-family: Helvetica, Arial, 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px; text-align: left;\">GIOVED\u00cc 4 DICEMBRE 2014, ORE 19.00<\/span><br style=\"background-color: white; color: #141823; font-family: Helvetica, Arial, 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px; text-align: left;\" \/><span style=\"background-color: white; color: #141823; font-family: Helvetica, Arial, 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px; text-align: left;\">ALLA TRIENNALE DI MILANO<\/span><br style=\"background-color: white; color: #141823; font-family: Helvetica, Arial, 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px; text-align: left;\" \/><span style=\"background-color: white; color: #141823; font-family: Helvetica, Arial, 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px; text-align: left;\">LECTIO MAGISTRALIS DI FOTOGRAFIA E DINTORNI\u00a0<\/span><br style=\"background-color: white; color: #141823; font-family: Helvetica, Arial, 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px; text-align: left;\" \/><br style=\"background-color: white; color: #141823; font-family: Helvetica, Arial, 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px; text-align: left;\" \/><span style=\"background-color: white; color: #141823; font-family: Helvetica, Arial, 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px; text-align: left;\">Protagonista del quarto incontro sar\u00e0<\/span><br style=\"background-color: white; color: #141823; font-family: Helvetica, Arial, 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px; text-align: left;\" \/><span style=\"background-color: white; color: #141823; font-family: Helvetica, Arial, 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px; text-align: left;\">FRANCESCO CITO<\/span><br style=\"background-color: white; color: #141823; font-family: Helvetica, Arial, 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px; text-align: left;\" \/><span style=\"background-color: white; color: #141823; font-family: Helvetica, Arial, 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px; text-align: left;\">che dialogher\u00e0 con<\/span><\/b><span style=\"background-color: white; color: #141823; font-family: Helvetica, Arial, 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px; text-align: left;\"><b>FERDINANDO SCIANNA e CARLO VERDELL<\/b>I<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"background-color: white; color: #141823; font-family: Helvetica, Arial, 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px; text-align: left;\">Il ciclo di conversazioni \u00e8 organizzato dall\u2019AFIP International &#8211; Associazione Fotografi Italiani Professionisti in collaborazione con CNA Professioni<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #141823; font-family: Helvetica, Arial, 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px;\">\u00a0<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Gioved\u00ec 4 dicembre, alle ore 19.00, alla Triennale di Milano si terr\u00e0 il quarto appuntamento delle Lectio Magistralis di fotografia e dintorni, promosse da AFIP International e CNA Professioni, giunte al suo quarto ciclo.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #141823; font-family: Helvetica, Arial, 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px;\">\u00a0<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Protagonista della serata sar\u00e0 Francesco Cito, uno dei pi\u00f9 importanti e celebrati reporter al mondo.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Nel corso dell\u2019incontro, Cito dialogher\u00e0 della sua vita come fotoreporter negli scenari bellici degli ultimi trent\u2019anni, con un maestro italiano della fotografia contemporanea quale Ferdinando Scianna e con Carlo Verdelli, giornalista e gi\u00e0 direttore della Gazzetta dello Sport e di Sette, magazine del Corriere della Sera.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Le Lectio magistralis verranno trasmesse in diretta streaming all\u2019indirizzo<a style=\"color: #3b5998; cursor: pointer; text-decoration: none;\" href=\"http:\/\/www.afipinternational.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow nofollow\">www.afipinternational.com.<\/a><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><a style=\"clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;\"><img alt=\"\" width=\"280\" height=\"400\" border=\"0\" \/><\/a><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Francesco Cito, \u00e8 nato a Napoli il 5 maggio 1949, vive a Milano. Dopo aver frequentato le scuole superiori, abbandona gli studi e gira l&#8217;Europa. Nel 1972 si ferma a Londra per dedicarsi alla fotografia, da sempre il suo obbiettivo, quando ancora bambino, sfogliava il settimanale Epoca, immaginando un giorno di emulare Walter Bonatti. Nella capitale Britannica, vorrebbe frequentare i corsi di fotografia al Royal Art College, purtroppo troppo costosi per le sue possibilit\u00e0, e per sopravvivere nella Londra dei favolosi anni 70, si adatta ai pi\u00f9 svariati mestieri, dal lavapiatti in un ristorante in King&#8217;s Rd, al facchino dei Grandi Magazzini Harrod&#8217;s, e poi al Ronnie Scott&#8217;s, tempio del jazz. Dopo un anno di esperienza in cui lavora per un settimanale di musica pop-rock, nel 1975 diventa fotografo freelance ed inizia a collaborare con il Sunday Times Magazine, e realizza un reportage sul &#8220;Contrabbando di sigarette&#8221;, il quale successivamente gli dedica la prima copertina per il reportage &#8220;La mattanza&#8221;. In seguito collabora anche con L&#8217;Observer Magazine. Nel 1980, a seguito dell&#8217; invasione Sovietica, \u00e8 uno dei primi photo-reporter a raggiungere clandestinamente l&#8217;Afghanistan occupato, percorrendo a piedi oltre 1200 Km nei tre mesi al seguito dei &#8220;mujaheddin&#8221; che combattono contro l&#8217;Armata Rossa. Tra la fine del 1982 e inizio 83, realizza a Napoli un reportage sulla camorra. Verr\u00e0 pubblicato dalle maggiori testate italiane e straniere, tra cui Epoca, Stern, Life, Paris Match. Nel 1983, \u00e8 inviato sul fronte Libanese dal settimanale Epoca. Segue il conflitto in atto nel PLO (Palestinien Liberation Organization) tra i pro siriani del leader Abu Mussa e Yasser Arafat e suoi sostenitori. E&#8217; l&#8217;unico photoreporter a documentare la caduta di Beddawi Refugee Camp, ultima roccaforte di Arafat in Libano. Seguir\u00e0 gli eventi libanesi fino al 1989. Nel 1984, inizia il suo lavoro sulla Palestina e sulle condizioni del popolo palestinese all&#8217;interno dei territori occupati della West Bank (Cisgiordania) e Gaza Strip. Resta ferito tre volte durante la prima &#8220;Intifada&#8221; e nel 1994 mentre realizza un reportage sui Settlers oltranzisti Israeliani per il settimanale tedesco Stern. Segue tutto il processo in atto della controversa situazione Israele &#8211; Palestina, e nell&#8217;aprile 2002, \u00e8 tra i pochi a documentare l&#8217;assedio di Jenin sotto coprifuoco e chiuso alla stampa, durante l&#8217;assedio israeliano, come anche a Bethlehem. Nel 1989, \u00e8 inviato dal Venerd\u00ec di Repubblica di nuovo in Afghanistan e, ancora clandestinamente, per raccontare la ritirata sovietica e la possibile presa di Kabul da parte della resistenza, la quale avverr\u00e0 solo nel 94. Torner\u00e0 in zona di nuovo nel 1998 inviato da Panorama Mag. Nel 1990 per il Venerd\u00ec di Repubblica \u00e8 tra i primi photoreporter a seguito dei Marines Americani in Saudi Arabia, dopo l&#8217; invasione irachena del Kuwait. Seguir\u00e0 il conflitto Guerra del Golfo fino alla liberazione del Kuwait il 27 marzo 1991. A pi\u00f9 riprese, segue i conflitti balcanici, Bosnia, Kossovo, Macedonia, Albania. In Italia segue i fatti di mafia e di camorra, ma anche il palio di Siena e aspetti sociali vari. Negli ultimi tempi, l&#8217;obiettivo \u00e8 puntato sulla Sardegna fuori dagli itinerari turistici.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Nel 1995 il World Press Photo gli conferisce il terzo premio Daily Life per il &#8220;Neapolitan Wedding&#8221;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Nel 1996 il World Press Photo gli conferisce il primo premio per il Palio di Siena.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Nel 1997 l&#8217; Ist.Abbruzzese per la storia d&#8217;Italia contemporanea, gli conferisce il premio &#8220;Citt\u00e0 di Atri&#8221; per l&#8217; impegno del suo lavoro sulla Palestina.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Nel 2001 Mezione d&#8217; Onore Leica Oskar Barnak Award per il reportage &#8220;Sardegna&#8221;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Nel 2004 riceve il premio Citt\u00e0 di Trieste per il Reportage. I\u00b0 edizione<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Nel 2005, riceve il premio: La fibula d&#8217;oro, a Castelnuovo Garfagnana (LU)<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Nel 2005 Premio Werner Bischof &#8221; Il flauto d&#8217;argento&#8221; ad Avellino<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Nel 2006 La FIAF lo insigne del titolo &#8220;Maestro della fotografia italiana.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Nel 2006 vince il premio Bariphotocamera<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Nel 2009 riceve il premio Antonio Russo per la fotografia di guerra<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Nel 2009 Riceve il premio San Pietroburgo (Russia)<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Ferdinando Scianna<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><a style=\"clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;\"><img alt=\"\" border=\"0\" \/><\/a>Si iscrive alla Facolt\u00e0 di Lettere e Filosofia presso l&#8217;Universit\u00e0 di Palermo, dove seguir\u00e0 diversi corsi senza tuttavia portare a termine gli studi. Nel 1963 Leonardo Sciascia visita quasi per caso la sua prima mostra fotografica, che ha per tema le feste popolari, presso il circolo culturale di Bagheria. Quando s&#8217;incontrano di persona, nasce immediatamente un&#8217;amicizia che sar\u00e0 fondamentale per la carriera di Scianna.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Sciascia partecipa infatti con prefazione e testi alla stesura del suo primo libro, Feste religiose in Sicilia, che gli fa vincere il premio Nadar nel 1966. Si trasferisce a Milano nel 1967 ed entro un anno inizia a collaborare come fotoreporter e inviato speciale con l&#8217;Europeo, diventandone in seguito il corrispondente da Parigi.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Nel 1977 pubblica in Francia Les Siciliens (Denoel), con testi di Domenique Fernandez e Leonardo Sciascia, e in Italia La villa dei mostri (introduzione di Leonardo Sciascia).<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">A Parigi scrive per Le Monde Diplomatique e La Quinzaine litt\u00e9raire e soprattutto conosce Henri Cartier-Bresson, le cui opere lo avevano influenzato fin dalla giovent\u00f9. Il grande fotografo lo introdurr\u00e0 nel 1982 come primo italiano nella prestigiosa agenzia Magnum, di cui diventer\u00e0 socio a tutti gli effetti nel 1989. Nel 1984 collabora con Bresson e Andr\u00e9 Pieyre de Mandiargues per Henri Cartier-Bresson: portraits (Collins).<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Nel frattempo stringe amicizia e collabora con vari scrittori di successo, tra i quali Manuel V\u00e1zquez Montalb\u00e1n (che qualche anno pi\u00f9 tardi scrive l&#8217;introduzione di Le forme del caos, 1989).) Negli anni ottanta lavora anche nell&#8217;alta moda e in pubblicit\u00e0, affermandosi come uno dei fotografi pi\u00f9 richiesti. Fornisce un contributo essenziale al successo delle campagne di Dolce e Gabbana della seconda met\u00e0 degli anni Ottanta.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Nel 1995 ritorna ad affrontare i temi religiosi, pubblicando Viaggio a Lourdes, e nel 1999 vengono pubblicati i ritratti del famoso scrittore argentino Jorge Luis Borges. Il 2003 vede l&#8217;uscita del libro Quelli di Bagheria (facente parte di un progetto pi\u00f9 ampio che include un documentario e varie mostre), ricostruzione dell&#8217;ambientazione e delle atmosfere della sua giovinezza attraverso una ricerca nella memoria individuale e collettiva. Nel dicembre 2006 viene presentato il calendario 2007 del Parco dei Nebrodi, con dodici scatti dell&#8217;attrice messinese Maria Grazia Cucinotta. Con il concittadino Giuseppe Tornatore, in occasione del suo nuovo film Baar\u00eca, pubblica nel 2009 il libro fotografico Baaria Bagheria.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><a style=\"clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;\"><img alt=\"\" width=\"213\" height=\"320\" border=\"0\" \/><\/a>Carlo Verdelli<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Inizia la carriera giornalistica come collaboratore alle pagine milanesi di Repubblica, coordinate da Gian Piero Dell&#8217;Acqua. Nel 1979 \u00e8 assunto alla Arnoldo Mondadori Editore a Duepi\u00f9. Passa poi a Panorama Mese dove viene valorizzato dal direttore Claudio Sabelli Fioretti. Nel 1986 si accasa a Epoca, settimanale di punta della Mondadori, dove entra da redattore e esce da vicedirettore. Nel 1994 Paolo Mieli lo assume come nuovo direttore del magazine del Corriere della Sera, Sette, per poi passarlo a vicedirettore del quotidiano, dove rimane sette anni, prima con lo stesso Mieli, poi con Ferruccio de Bortoli. Si dimette quando Rcs nomina direttore Stefano Folli.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Lascia la Rcs nel 2004 per rilanciare il settimanale Vanity Fair della Cond\u00e9 Nast, che dirige per due anni durante i quali vince il Premiolino.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Dal 24 gennaio 2006 \u00e8 direttore della Gazzetta dello Sport, giornale dove resta 4 anni e stabilisce il record italiano di vendite di un quotidiano (2 milioni di copie) con il titolo &#8220;Tutto vero&#8221; dedicato alla vittoria dell&#8217;Italia ai Mondiali di calcio del 2006 in Germania. Lascia a febbraio 2010 per tornare in Cond\u00e9 Nast come vice presidente esecutivo del gruppo editoriale americano.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Il 25 luglio 2012 vengono annunciate le dimissioni da Cond\u00e9 Nast. Continuer\u00e0 a collaborare con la casa editrice come consulente e rester\u00e0 comunque membro del consiglio di amministrazione e dell\u2019Editorial advisory board.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Dal gennaio 2013 collabora con La Repubblica di Ezio Mauro. Nel febbraio 2014 pubblica per Garzanti il suo primo libro, &#8220;I sogni belli non si ricordano&#8221;, dedicato ai bambini e &#8220;alla parte perduta o dimenticata di ciascuno di noi&#8221;. A settembre 2014 vince il premio giornalistico &#8220;Camillo Sbarbaro&#8221; di Spotorno, assegnato da una giuria presieduta da Gianni Riotta.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Milano, novembre 2014<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Lectio Magistralis di Fotografia e dintorni<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Triennale di Milano (viale Alemagna 6)<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Dal 6 novembre al 18 dicembre 2014<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Ingresso gratuito (fino esaurimento dei posti)<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Programma:<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">4 dicembre 2014, ore 19.00<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Francesco Cito<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Una vita in foto<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">11 dicembre 2014, ore 19.00<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Giuseppe Pino<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">A little bit of nothing<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">18 dicembre 2014, ore 19.00<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Sergio Libis<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Libis, artigiano della luce<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">AFIP INTERNATIONAL &#8211; ASSOCIAZIONE FOTOGRAFI ITALIANI PROFESSIONISTI<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Per informazioni: afip@afip.it<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Sito internet:\u00a0<a style=\"color: #3b5998; cursor: pointer; text-decoration: none;\" href=\"http:\/\/l.facebook.com\/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.afip.it%2F&amp;h=DAQESyURp&amp;enc=AZMj4maOF-8DusUuCBftUcgvVyiBRSOHVwdllXQHLwElph08tTcrOhHR1pWqUxn5Mf0&amp;s=1\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow nofollow\">www.afip.it<\/a><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Ufficio stampa<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">CLP Relazioni Pubbliche<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Marta Paini, tel. 02 36 755 700<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">marta.paini@clponline.it;<\/div>\n<div style=\"color: #3b5998; cursor: pointer; font-family: Helvetica, Arial, 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px; text-align: justify; text-decoration: none;\"><a style=\"color: #3b5998; cursor: pointer; text-decoration: none;\" href=\"http:\/\/l.facebook.com\/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.clponline.it%2F&amp;h=zAQEjErYv&amp;enc=AZPJsByQ9gHO6UEXBhFfb-asqZ4hwUHPukEhQCrqPyEHVxKkw4U5YCh9oHgTosasfw8&amp;s=1\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow nofollow\">www.clponline.it<\/a><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Comunicato stampa e immagini su\u00a0<a style=\"color: #3b5998; cursor: pointer; text-decoration: none;\" href=\"http:\/\/l.facebook.com\/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.clponline.it%2F&amp;h=EAQE8-W6V&amp;enc=AZOuENGHJxRlcqf7cktjMO6eYDBZXVwQ9m09zZsYXMhUqu2qQlvnqWH4ODQj4NTHAGs&amp;s=1\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow nofollow\">www.clponline.it<\/a><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 GIOVED\u00cc 4 DICEMBRE 2014, ORE 19.00ALLA TRIENNALE DI MILANOLECTIO MAGISTRALIS DI FOTOGRAFIA E DINTORNI\u00a0Protagonista del quarto incontro sar\u00e0FRANCESCO CITOche dialogher\u00e0 conFERDINANDO SCIANNA e CARLO VERDELLI Il ciclo di conversazioni \u00e8 organizzato dall\u2019AFIP International &#8211; Associazione Fotografi Italiani Professionisti in collaborazione con CNA Professioni \u00a0 Gioved\u00ec 4 dicembre, alle ore 19.00, alla Triennale di Milano si terr\u00e0 il quarto appuntamento delle Lectio Magistralis di fotografia e dintorni, promosse da AFIP International e CNA Professioni, giunte al suo quarto ciclo. \u00a0 Protagonista della serata sar\u00e0 Francesco Cito, uno dei pi\u00f9 importanti e celebrati reporter al mondo. Nel corso dell\u2019incontro, Cito dialogher\u00e0 della sua vita come fotoreporter negli scenari bellici degli ultimi trent\u2019anni, con un maestro italiano della fotografia contemporanea quale Ferdinando Scianna e con Carlo Verdelli, giornalista e gi\u00e0 direttore della Gazzetta dello Sport e di Sette, magazine del Corriere della Sera. Le Lectio magistralis verranno trasmesse in diretta streaming all\u2019indirizzowww.afipinternational.com. Francesco Cito, \u00e8 nato a Napoli il 5 maggio 1949, vive a Milano. Dopo aver frequentato le scuole superiori, abbandona gli studi e gira l&#8217;Europa. Nel 1972 si ferma a Londra per dedicarsi alla fotografia, da sempre il suo obbiettivo, quando ancora bambino, sfogliava il settimanale Epoca, immaginando un giorno di emulare Walter Bonatti. Nella capitale Britannica, vorrebbe frequentare i corsi di fotografia al Royal Art College, purtroppo troppo costosi per le sue possibilit\u00e0, e per sopravvivere nella Londra dei favolosi anni 70, si adatta ai pi\u00f9 svariati mestieri, dal lavapiatti in un ristorante in King&#8217;s Rd, al facchino dei Grandi Magazzini Harrod&#8217;s, e poi al Ronnie Scott&#8217;s, tempio del jazz. Dopo un anno di esperienza in cui lavora per un settimanale di musica pop-rock, nel 1975 diventa fotografo freelance ed inizia a collaborare con il Sunday Times Magazine, e realizza un reportage sul &#8220;Contrabbando di sigarette&#8221;, il quale successivamente gli dedica la prima copertina per il reportage &#8220;La mattanza&#8221;. In seguito collabora anche con L&#8217;Observer Magazine. Nel 1980, a seguito dell&#8217; invasione Sovietica, \u00e8 uno dei primi photo-reporter a raggiungere clandestinamente l&#8217;Afghanistan occupato, percorrendo a piedi oltre 1200 Km nei tre mesi al seguito dei &#8220;mujaheddin&#8221; che combattono contro l&#8217;Armata Rossa. Tra la fine del 1982 e inizio 83, realizza a Napoli un reportage sulla camorra. Verr\u00e0 pubblicato dalle maggiori testate italiane e straniere, tra cui Epoca, Stern, Life, Paris Match. Nel 1983, \u00e8 inviato sul fronte Libanese dal settimanale Epoca. Segue il conflitto in atto nel PLO (Palestinien Liberation Organization) tra i pro siriani del leader Abu Mussa e Yasser Arafat e suoi sostenitori. E&#8217; l&#8217;unico photoreporter a documentare la caduta di Beddawi Refugee Camp, ultima roccaforte di Arafat in Libano. Seguir\u00e0 gli eventi libanesi fino al 1989. Nel 1984, inizia il suo lavoro sulla Palestina e sulle condizioni del popolo palestinese all&#8217;interno dei territori occupati della West Bank (Cisgiordania) e Gaza Strip. Resta ferito tre volte durante la prima &#8220;Intifada&#8221; e nel 1994 mentre realizza un reportage sui Settlers oltranzisti Israeliani per il settimanale tedesco Stern. Segue tutto il processo in atto della controversa situazione Israele &#8211; Palestina, e nell&#8217;aprile 2002, \u00e8 tra i pochi a documentare l&#8217;assedio di Jenin sotto coprifuoco e chiuso alla stampa, durante l&#8217;assedio israeliano, come anche a Bethlehem. Nel 1989, \u00e8 inviato dal Venerd\u00ec di Repubblica di nuovo in Afghanistan e, ancora clandestinamente, per raccontare la ritirata sovietica e la possibile presa di Kabul da parte della resistenza, la quale avverr\u00e0 solo nel 94. Torner\u00e0 in zona di nuovo nel 1998 inviato da Panorama Mag. Nel 1990 per il Venerd\u00ec di Repubblica \u00e8 tra i primi photoreporter a seguito dei Marines Americani in Saudi Arabia, dopo l&#8217; invasione irachena del Kuwait. Seguir\u00e0 il conflitto Guerra del Golfo fino alla liberazione del Kuwait il 27 marzo 1991. A pi\u00f9 riprese, segue i conflitti balcanici, Bosnia, Kossovo, Macedonia, Albania. In Italia segue i fatti di mafia e di camorra, ma anche il palio di Siena e aspetti sociali vari. Negli ultimi tempi, l&#8217;obiettivo \u00e8 puntato sulla Sardegna fuori dagli itinerari turistici. Nel 1995 il World Press Photo gli conferisce il terzo premio Daily Life per il &#8220;Neapolitan Wedding&#8221; Nel 1996 il World Press Photo gli conferisce il primo premio per il Palio di Siena. Nel 1997 l&#8217; Ist.Abbruzzese per la storia d&#8217;Italia contemporanea, gli conferisce il premio &#8220;Citt\u00e0 di Atri&#8221; per l&#8217; impegno del suo lavoro sulla Palestina. Nel 2001 Mezione d&#8217; Onore Leica Oskar Barnak Award per il reportage &#8220;Sardegna&#8221; Nel 2004 riceve il premio Citt\u00e0 di Trieste per il Reportage. I\u00b0 edizione Nel 2005, riceve il premio: La fibula d&#8217;oro, a Castelnuovo Garfagnana (LU) Nel 2005 Premio Werner Bischof &#8221; Il flauto d&#8217;argento&#8221; ad Avellino Nel 2006 La FIAF lo insigne del titolo &#8220;Maestro della fotografia italiana. Nel 2006 vince il premio Bariphotocamera Nel 2009 riceve il premio Antonio Russo per la fotografia di guerra Nel 2009 Riceve il premio San Pietroburgo (Russia) Ferdinando Scianna Si iscrive alla Facolt\u00e0 di Lettere e Filosofia presso l&#8217;Universit\u00e0 di Palermo, dove seguir\u00e0 diversi corsi senza tuttavia portare a termine gli studi. Nel 1963 Leonardo Sciascia visita quasi per caso la sua prima mostra fotografica, che ha per tema le feste popolari, presso il circolo culturale di Bagheria. Quando s&#8217;incontrano di persona, nasce immediatamente un&#8217;amicizia che sar\u00e0 fondamentale per la carriera di Scianna. Sciascia partecipa infatti con prefazione e testi alla stesura del suo primo libro, Feste religiose in Sicilia, che gli fa vincere il premio Nadar nel 1966. Si trasferisce a Milano nel 1967 ed entro un anno inizia a collaborare come fotoreporter e inviato speciale con l&#8217;Europeo, diventandone in seguito il corrispondente da Parigi. Nel 1977 pubblica in Francia Les Siciliens (Denoel), con testi di Domenique Fernandez e Leonardo Sciascia, e in Italia La villa dei mostri (introduzione di Leonardo Sciascia). A Parigi scrive per Le Monde Diplomatique e La Quinzaine litt\u00e9raire e soprattutto conosce Henri Cartier-Bresson, le cui opere lo avevano influenzato fin dalla giovent\u00f9. Il grande fotografo lo introdurr\u00e0 nel 1982 come primo italiano nella prestigiosa agenzia Magnum, di cui diventer\u00e0 socio a tutti gli effetti nel 1989. 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