{"id":1403,"date":"2017-12-07T12:08:29","date_gmt":"2017-12-07T11:08:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.afipinternational.com\/news\/?p=1403"},"modified":"2017-12-07T12:08:29","modified_gmt":"2017-12-07T11:08:29","slug":"13-12-2017-pino-musi-identita-delle-immagini-e-relazioni-necessarie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.afipinternational.com\/news\/2017\/12\/07\/13-12-2017-pino-musi-identita-delle-immagini-e-relazioni-necessarie\/","title":{"rendered":"13\/12\/2017 &#8211; Pino Musi \u201dIDENTIT\u00c0 DELLE IMMAGINI E RELAZIONI NECESSARIE\u201d"},"content":{"rendered":"<div><strong><span class=\"_3cht _4n-j fsl\" data-testid=\"event-permalink-details\">\u201dIDENTIT\u00c0 DELLE IMMAGINI E RELAZIONI NECESSARIE\u201d:<\/span><\/strong><\/div>\n<div>\n<strong><span class=\"_3cht _4n-j fsl\" data-testid=\"event-permalink-details\">INCONTRO CON PINO MUSI IL PROSSIMO 13 DICEMBRE<\/span><\/strong><\/div>\n<div>\n<strong><span class=\"_3cht _4n-j fsl\" data-testid=\"event-permalink-details\">A LA TRIENNALE PER IL CICLO DI LECTIONES MAGISTRALES ORGANIZZATE DA AFIP INTERNATIONAL<\/span><\/strong><\/div>\n<p><span class=\"_3cht _4n-j fsl\" data-testid=\"event-permalink-details\">Milano, 28 novembre 2017 \u2013 Si terr\u00e0 con Pino Musi, mercoled\u00ec 13 dicembre, presso La Triennale, il quarto appuntamento che chiude il ciclo autunnale di Lectiones Magistrales di Fotografia e dintorni, organizzate da AFIP International \u2013 Associazione Fotografi Italiani Professionisti in collaborazione con CNA Professioni.<\/p>\n<p>\u201cIdentit\u00e0 dell\u2019immagine e relazioni necessarie\u201d \u00e8 il titolo scelto dal fotografo salernitano per l\u2019incontro, che verter\u00e0 su due cardini del suo modo di pensare, vivere e leggere la fotografia: la necessit\u00e0 di r<span class=\"text_exposed_show\">endere \u201cidentificabili\u201d le immagini attraverso le intuizioni e gli sviluppi di un metodo pregnante, pi\u00f9 che attraverso la sola riconoscibilit\u00e0 formale, e l\u2019urgenza di attivare relazioni esterne con altri linguaggi della comunicazione e dell\u2019arte per far si che la fotografia non si isoli in un recinto autocompiacente.<\/p>\n<p>Il lavoro di Musi, che fin dagli inizi incrocia teatro, architettura, archeologia ed antropologia, \u00e8 contraddistinto da una sapienza progettuale e tecnica, frutto di un\u2019insistente ricerca e sperimentazione finalizzata alla comprensione e messa in discussione degli strumenti necessari a raggiungere obiettivi chiari e definiti nei contenuti: non soltanto, quindi, l\u2019acquisizione di nuovi bagagli meramente tecnologici e operativi, ma soprattutto, da una prospettiva concettuale, l\u2019acquisizione di un grado di comprensione delle metodologie da applicare alle intuizioni originarie, che permettano alle immagini di darsi \u201ccorpo\u201d. Perseguendo questo processo \u00e8 possibile, per Musi, restituire il vigore di un progetto in una forma sostanziale sia sulla superficie della fotografia, sia anche su altre superfici, come le pagine di un libro, \u201cluogo\u201d privilegiato dall\u2019autore per far interagire le opere fotografiche con altre scritture.<br \/>\nMusi auspica, inoltre, che la fotografia possa porsi in un costante contraddittorio con altre discipline, in modo da permetterle di aprirsi \u201caltrove\u201d, provando ad uscire da comportamenti e convenzioni solamente interne a se stessa.<\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-1404 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.afipinternational.com\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Musi2-1024x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"577\" height=\"571\" \/><\/p>\n<p>Pino Musi \u00e8 nato a Salerno nel 1958, vive a Parigi. Si avvicina alla fotografia all\u2019et\u00e0 di quattordici anni, quando inizia ad apprendere da autodidatta la tecnica del bianco e nero. Il fascino per la camera oscura, cos\u00ec come l\u2019assidua frequentazione &#8211; almeno fino a met\u00e0 degli anni ottanta &#8211; delle \u201ccantine\u201d che ospitano il teatro sperimentale d\u2019avanguardia, segnano profondamente la sua ricerca sia sul piano linguistico sia su quello concettuale. Fondamentali, inoltre, sono gli incontri con il regista Jerzy Grotowski e con l\u2019architetto svizzero Mario Botta, con cui porta avanti per anni una stretta collaborazione. Nel tempo, il suo lavoro si interseca con molteplici aree di interesse, dall\u2019antropologia all\u2019architettura, dall\u2019archeologia alla produzione industriale. Contraddistinta dall\u2019insistente sperimentazione sul metodo e sulla forma, mai fini a se stessi, ma come parte di un percorso progettuale coerente, la ricerca di Musi trova modalit\u00e0 di espressione privilegiata nella realizzazione di libri ed in particolare di libri d\u2019artista, ricevendo importanti riconoscimenti internazionali. Nel 1997 viene premiato alla Frankfurter Buchmesse da una giuria composta dai membri della Stiftung Buchkunst e della Deutsche Bibliothek, per il volume \u201cMario Botta seen by Pino Musi\u201d, disegnato da Werner Jeker ed edito a Stoccarda da Daco Verlag. Nello stesso anno, in occasione del restauro della Chapelle Notre Dame du Haut a Ronchamp, \u00e8 invitato da una commissione internazionale, presieduta da Jean Petit, a rileggere e interpretare il capolavoro di Le Corbusier. Nel 1998 un altro volume pubblicato con Daco Verlag, \u201cOxymoron\u201d, \u00e8 premiato fra i migliori libri d\u2019arte alla Frankfurter Buchmesse. Nel 2003, nell\u2019ambito di \u201cModena per la Fotografia\u201d, Musi riceve il premio Oscar Goldoni per il miglior volume fotografico edito in Italia, con \u201cLibro\u201d, un viaggio fantastico nei meandri del testo scritto. Nel 2006 \u00e8 uno degli artisti selezionati da Achille Bonito Oliva per il progetto &#8220;le Stazioni dell\u2019Arte\u201d: 16 opere fotografiche sugli anni \u201820-\u201930 sono esposte all\u2019interno della stazione metropolitana \u201cMostra d\u2019Oltremare\u201d di Napoli. Nel 2007 il lavoro In \u201cMollino\u2019s Rooms\u201d \u00e8 presentato a Paris Photo, sostenuto da Unicredit Collection. Nel 2008, su richiesta del Ministero della Cultura e del Patrimonio di Abu Dhabi, \u00e8 invitato a fotografare gli spazi della Moschea Sheikh Zayed, una delle pi\u00f9 grandi del mondo. Dal 2011 \u00e8 docente nei corsi del Master di Alta Formazione sull&#8217;Immagine Contemporanea della Fondazione Fotografia di Modena. Nel 2012 espone al Museo dell&#8217;Ara Pacis di Roma \u201cRivelazioni della forma. L&#8217;origine dell\u2019Italia nelle fotografie di Pino Musi\u201d. Sempre nel 2012 espone alla Biennale Architettura di Venezia il suo lavoro \u201cFacecity\u201d. Nel 2013 il libro d&#8217;artista \u201c_08:08 Operating Theatre\u201d \u00e8 selezionato in molteplici book lists internazionali come uno dei migliori libri dell&#8217;anno. Nel 2017 il volume \u201cAcre\u201d, edito dalla casa editrice francese GwinZegal, \u00e8 entrato nella shortlist del &#8220;Prix du Livre d\u2019Auteur&#8221; dei Rencontres Internationales de la Photographie d&#8217;Arles e nella shortlist del \u201cPrix Nadar\u201d.<br \/>\nOpere originali dell&#8217;autore fanno parte di importanti collezioni private e pubbliche, in Italia e all&#8217;estero, fra cui quelle della Fondazione Rolla, della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, della Fondazione Fotografia di Modena, del FRAC (Fonds r\u00e9gional d\u2019art contemporain) Bretagne.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201dIDENTIT\u00c0 DELLE IMMAGINI E RELAZIONI NECESSARIE\u201d: INCONTRO CON PINO MUSI IL PROSSIMO 13 DICEMBRE A LA TRIENNALE PER IL CICLO DI LECTIONES MAGISTRALES ORGANIZZATE DA AFIP INTERNATIONAL Milano, 28 novembre 2017 \u2013 Si terr\u00e0 con Pino Musi, mercoled\u00ec 13 dicembre, presso La Triennale, il quarto appuntamento che chiude il ciclo autunnale di Lectiones Magistrales di Fotografia e dintorni, organizzate da AFIP International \u2013 Associazione Fotografi Italiani Professionisti in collaborazione con CNA Professioni. \u201cIdentit\u00e0 dell\u2019immagine e relazioni necessarie\u201d \u00e8 il titolo scelto dal fotografo salernitano per l\u2019incontro, che verter\u00e0 su due cardini del suo modo di pensare, vivere e leggere la fotografia: la necessit\u00e0 di rendere \u201cidentificabili\u201d le immagini attraverso le intuizioni e gli sviluppi di un metodo pregnante, pi\u00f9 che attraverso la sola riconoscibilit\u00e0 formale, e l\u2019urgenza di attivare relazioni esterne con altri linguaggi della comunicazione e dell\u2019arte per far si che la fotografia non si isoli in un recinto autocompiacente. Il lavoro di Musi, che fin dagli inizi incrocia teatro, architettura, archeologia ed antropologia, \u00e8 contraddistinto da una sapienza progettuale e tecnica, frutto di un\u2019insistente ricerca e sperimentazione finalizzata alla comprensione e messa in discussione degli strumenti necessari a raggiungere obiettivi chiari e definiti nei contenuti: non soltanto, quindi, l\u2019acquisizione di nuovi bagagli meramente tecnologici e operativi, ma soprattutto, da una prospettiva concettuale, l\u2019acquisizione di un grado di comprensione delle metodologie da applicare alle intuizioni originarie, che permettano alle immagini di darsi \u201ccorpo\u201d. Perseguendo questo processo \u00e8 possibile, per Musi, restituire il vigore di un progetto in una forma sostanziale sia sulla superficie della fotografia, sia anche su altre superfici, come le pagine di un libro, \u201cluogo\u201d privilegiato dall\u2019autore per far interagire le opere fotografiche con altre scritture. 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Nel tempo, il suo lavoro si interseca con molteplici aree di interesse, dall\u2019antropologia all\u2019architettura, dall\u2019archeologia alla produzione industriale. Contraddistinta dall\u2019insistente sperimentazione sul metodo e sulla forma, mai fini a se stessi, ma come parte di un percorso progettuale coerente, la ricerca di Musi trova modalit\u00e0 di espressione privilegiata nella realizzazione di libri ed in particolare di libri d\u2019artista, ricevendo importanti riconoscimenti internazionali. Nel 1997 viene premiato alla Frankfurter Buchmesse da una giuria composta dai membri della Stiftung Buchkunst e della Deutsche Bibliothek, per il volume \u201cMario Botta seen by Pino Musi\u201d, disegnato da Werner Jeker ed edito a Stoccarda da Daco Verlag. Nello stesso anno, in occasione del restauro della Chapelle Notre Dame du Haut a Ronchamp, \u00e8 invitato da una commissione internazionale, presieduta da Jean Petit, a rileggere e interpretare il capolavoro di Le Corbusier. Nel 1998 un altro volume pubblicato con Daco Verlag, \u201cOxymoron\u201d, \u00e8 premiato fra i migliori libri d\u2019arte alla Frankfurter Buchmesse. Nel 2003, nell\u2019ambito di \u201cModena per la Fotografia\u201d, Musi riceve il premio Oscar Goldoni per il miglior volume fotografico edito in Italia, con \u201cLibro\u201d, un viaggio fantastico nei meandri del testo scritto. Nel 2006 \u00e8 uno degli artisti selezionati da Achille Bonito Oliva per il progetto &#8220;le Stazioni dell\u2019Arte\u201d: 16 opere fotografiche sugli anni \u201820-\u201930 sono esposte all\u2019interno della stazione metropolitana \u201cMostra d\u2019Oltremare\u201d di Napoli. Nel 2007 il lavoro In \u201cMollino\u2019s Rooms\u201d \u00e8 presentato a Paris Photo, sostenuto da Unicredit Collection. Nel 2008, su richiesta del Ministero della Cultura e del Patrimonio di Abu Dhabi, \u00e8 invitato a fotografare gli spazi della Moschea Sheikh Zayed, una delle pi\u00f9 grandi del mondo. Dal 2011 \u00e8 docente nei corsi del Master di Alta Formazione sull&#8217;Immagine Contemporanea della Fondazione Fotografia di Modena. Nel 2012 espone al Museo dell&#8217;Ara Pacis di Roma \u201cRivelazioni della forma. L&#8217;origine dell\u2019Italia nelle fotografie di Pino Musi\u201d. Sempre nel 2012 espone alla Biennale Architettura di Venezia il suo lavoro \u201cFacecity\u201d. Nel 2013 il libro d&#8217;artista \u201c_08:08 Operating Theatre\u201d \u00e8 selezionato in molteplici book lists internazionali come uno dei migliori libri dell&#8217;anno. Nel 2017 il volume \u201cAcre\u201d, edito dalla casa editrice francese GwinZegal, \u00e8 entrato nella shortlist del &#8220;Prix du Livre d\u2019Auteur&#8221; dei Rencontres Internationales de la Photographie d&#8217;Arles e nella shortlist del \u201cPrix Nadar\u201d. Opere originali dell&#8217;autore fanno parte di importanti collezioni private e pubbliche, in Italia e all&#8217;estero, fra cui quelle della Fondazione Rolla, della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, della Fondazione Fotografia di Modena, del FRAC (Fonds r\u00e9gional d\u2019art contemporain) Bretagne.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1405,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"image","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-1403","post","type-post","status-publish","format-image","has-post-thumbnail","hentry","category-lectiomagistralis","post_format-post-format-image"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.afipinternational.com\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1403","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.afipinternational.com\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.afipinternational.com\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.afipinternational.com\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.afipinternational.com\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1403"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.afipinternational.com\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1403\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1406,"href":"https:\/\/www.afipinternational.com\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1403\/revisions\/1406"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.afipinternational.com\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1405"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.afipinternational.com\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1403"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.afipinternational.com\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1403"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.afipinternational.com\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1403"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}