{"id":1258,"date":"2017-05-15T16:50:26","date_gmt":"2017-05-15T14:50:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.afipinternational.com\/news\/?p=1258"},"modified":"2017-05-15T16:50:26","modified_gmt":"2017-05-15T14:50:26","slug":"nato-soprattutto-a-milano-elia-festa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.afipinternational.com\/news\/2017\/05\/15\/nato-soprattutto-a-milano-elia-festa\/","title":{"rendered":"NATO SOPRATTUTTO A MILANO &#8211; Elia Festa"},"content":{"rendered":"<p>Dal 17 maggio al 1 luglio 2017<\/p>\n<p>Sedi:\u00a0\u00a0 \u00a0Galleria Gruppo Credito Valtellinese<br \/>\nMilano, Corso Magenta n. 59<\/p>\n<p>Vernice per la stampa: \u00a0\u00a0 \u00a0marted\u00ec 16 maggio ore 12.00<br \/>\nGalleria Gruppo Credito Valtellinese<br \/>\nInaugurazione: \u00a0\u00a0 \u00a0marted\u00ec 16 maggio ore 18.30<br \/>\nGalleria Gruppo Credito Valtellinese<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La Fondazione Gruppo Credito Valtellinese inaugura, marted\u00ec 16 maggio presso la Galleria Gruppo Credito Valtellinese di Milano \u2013 Refettorio delle Stelline, la prima grande mostra personale del fotografo Elia Festa con la curatela di Fortunato D\u2019Amico e il progetto espositivo di Matteo Fantoni.<br \/>\nNato nel 1956 a Milano, Festa collabora fin da giovane con il pittore Ibrahim Kodra, frequentandone il suo studio, lavora come free lance per l\u2019agenzia Young&amp;Rubicam a fianco di nomi come Scheichenbauer, Noble e molti altri. La sua ricerca fotografica, fin dagli esordi, sviluppa temi che diventano spesso pensiero, a volte riflessioni fino a diventare ritratti di design.<br \/>\nConosciuto e apprezzato come fotografo gi\u00e0 alla fine degli anni settanta oggi Elia Festa \u00e8 un artista visivo che cattura con il suo obiettivo dettagli di oggetti comuni, di architetture, di fenomeni, di luci che spesso sfuggono allo sguardo comune. Li rimaneggia, ne coglie l\u2019essenzialit\u00e0, ne scruta l\u2019animo svelandone la parte pi\u00f9 profonda e nascosta. E cos\u00ec le sue opere, che inizialmente possono sembrare macchie astratte e informi, ad un occhio attento rimandano a paesaggi suggestivi lontani che accendono emozioni e curiosit\u00e0. Le fotografie di Festa si muovono dalla realt\u00e0 scrutando i particolari, scoprendo riverberi che definiti dall\u2019occhio del fotografo assumono una nuova vita indipendente.<br \/>\nIl viaggio nell\u2019universo di Elia Festa si sviluppa lungo il percorso temporale della sua attivit\u00e0 dedicata all\u2019elaborazione artistica dell\u2019immagine fotografica, sempre pi\u00f9 caratterizzata da una trasfigurazione astratta, diventata manifesto di una realt\u00e0 contemporanea che nell\u2019infinitamente piccolo indaga nuovi universi di conoscenza e di verit\u00e0.<br \/>\nLa mostra, in un ampio percorso temporale e cronologico, accoglie le opere pi\u00f9 rappresentative di un intenso lavoro in continua evoluzione che parte dagli anni settanta con le prime ricerche fotografiche, prosegue negli anni Ottanta con la realizzazione delle pi\u00f9 importanti campagne pubblicitarie con le pi\u00f9 note aziende italiane (Breil, San Pellegrino, Moschino, Kodak, Enel, ecc.). Segue l\u2019intensa e proficua collaborazione con la Galleria Photology di Milano e Londra che indirizza il lavoro di Festa nella decade degli anni novanta.\u00a0 Agli inizi degli anni duemila, avviene il passaggio dalla fotografia analogica all\u2019immagine digitale e, quindi, all\u2019arte visiva.\u00a0 Un\u2019ampia area della mostra \u00e8 dedicata alle grandi opere e sculture nelle quali l\u2019utilizzo del bianco e nero esalta la precisione quasi chirurgica dei tagli, delle inquadrature dove ogni senso \u00e8 ragionato e voluto. E, infine, la sezione pi\u00f9 moderna con opere di grandi dimensioni dove si alterna il colore dal forte impatto emotivo al bianco e nero. Il percorso espositivo si apre e si chiude con due camere oscure che regalano al visitatore un\u2019esperienza emozionale ed immersiva molto coinvolgente.<br \/>\nLa mostra si racconta all\u2019interno di un\u2019onda naturale, creata da Matteo Fantoni, ritmata da un susseguirsi di volumi variabili, compressioni ed esplosioni spaziali, luci ed ombre che il visitatore attraversa per conoscere e vivere l\u2019artistico di Elia Festa.<br \/>\nLa luce, metafora nascosta dell\u2019intero percorso espositivo, si manifesta sia sul piano bidimensionale che su quello tridimensionale sconfinando, con la forza espressiva dei contenuti artistici di Festa, nella concezione olistica dell\u2019esistenza. Giovanni Gastel, amico ed estimatore di Festa, scrive di lui: \u201c\u00e8 capacit\u00e0 degli artisti vedere oltre la realt\u00e0 delle cose, cogliere le alternative di significato, scoprire una percezione nuova e trasmetterla con un contenuto alto di poesia. Elia Festa \u00e8 un artista e un poeta: con il suo occhio fotografico ci invita a osservare le cose e a leggere la realt\u00e0 con una nuova profondit\u00e0\u201d.<br \/>\nLa mostra \u00e8 accompagnata da un catalogo edito da NFC Edizioni contenente testi introduttivi a firma del curatore Fortunato D\u2019Amico.<\/p>\n<p>Biografia<br \/>\nElia Festa nasce a Milano il 1\u00b0 gennaio 1956, nel &#8217;70 conosce il pittore Ibrahim Kodra e frequenta il suo studio. Negli anni 71-&#8217;74 \u00e8 free-lance per l&#8217;agenzia Young &amp; Rubicam, collabora con Franco Scheichenbauer, Richard Noble e altri fotografi. Nell&#8217;89 inizia la ricerca fotografica &#8220;L&#8217;et\u00e0 del Pensiero&#8221; con l&#8217;amico Pierre Restany che lo avvier\u00e0 alla prima mostra personale &#8220;Riflessioni&#8221; prodotta da Kodak nel &#8217;93 alla galleria D&#8217;Ars di Milano. Nel &#8217;93 inizia la collaborazione con la galleria Photology Milano e Londra, ne nascono idee e lavori: &#8220;la Habana&#8221; 1995, partecipazione alle mostre internazionali &#8220;Aipad Photographers&#8221; di New York negli anni &#8217;96,&#8217;97,&#8217;98,&#8217;99 e &#8220;artbasel\u201896&#8243; di BasileaNel 2000 pubblica un lavoro decennale di ritratto e atmosfera ,nella rassegna i grandi autori della fotografia internazionale:&#8221;100 al 2000&#8221; edito da Photology; nello stesso anno inaugura una mostra personale &#8220;Bla Bla &amp; Co&#8221; con lo scultore K.H.Steck alla &#8220;Studiogalerie&#8221; di Amburgo. Nel 2006 in collaborazione con il regista Salvino Raco realizza la Performance &#8220;La corsa di Sizwe Kondhile&#8221; con proiezione di opere fotografiche inerenti il tema, alla Triennale di Milano con patrocinio di Comune e Provincia di Milano, ispirato da questo lavoro realizza il progetto &#8220;It&#8217;s about blood&#8221; dolore e anima del grande sacrificio umano della storia Africana. Nel 2009 elabora ed espone in anteprima a Milano &#8220;I miei numeri&#8221;, base da cui partir\u00e0 il proprio cambiamento artistico. Agosto-settembre 2009 a Noto &#8221; La Habana&#8221; a cura di Davide Faccioli. Gennaio 2010 espone alla galleria &#8220;Studio Visconti&#8221; di Milano, il lavoro &#8220;Microbi&#8221; e alla galleria &#8220;Photology&#8221; di Milano &#8220;Ho vissuto qui&#8221; video realizzato nel 2010 e vintage 1993-2002. Nel 2011 presenta alla Torre Cesar Pelli di Milano il progetto di Industrial Art \u201cPhotosophy. E\u2019 presente alla mostra internazionale \u201cHong Kong Link \u2013 Art \u2013 Fair 2013 con il lavoro \u201c2\u00b0 Generation\u201d. Nel gennaio 2015 presenta \u201cLast Supper\u201d a Estearte International Contemporary Art Fair e a Photology. Nel 2016 \u201cGiants and Microbi\u201d Mondogalleria di Madrid e due eventi al Fuorisalone Milano \u201cContamiNation\u201d con Matteo Fantoni e Paula Lattes al Pau Design Container e \u201cColours\u201d con Ecocontract \u2013 Ecodesign.<\/p>\n<p>Coordinate mostra<\/p>\n<p>Titolo\u00a0\u00a0 \u00a0NATO SOPRATTUTTO A MILANO<br \/>\nElia Festa<\/p>\n<p>Sedi\u00a0\u00a0 \u00a0Galleria Gruppo Credito Valtellinese<br \/>\nCorso Magenta n. 59 \u2013 Milano<\/p>\n<p>Durata\u00a0\u00a0 \u00a017 maggio \u2013 1 luglio 2017<\/p>\n<p>Vernice per la stampa \u00a0\u00a0 \u00a0marted\u00ec 16 maggio h. 12.00<br \/>\nGalleria Gruppo Credito Valtellinese<\/p>\n<p>Inaugurazione\u00a0\u00a0 \u00a0marted\u00ec 16 maggio h. 18.30<br \/>\nGalleria Gruppo Credito Valtellinese<\/p>\n<p>Orari e ingressi\u00a0\u00a0 \u00a0Galleria Gruppo Credito Valtellinese<br \/>\nda marted\u00ec a venerd\u00ec h. 13.30-19.30<br \/>\nsabato h. 10.00-18.30<br \/>\nchiuso domenica, luned\u00ec e 2 giugno<br \/>\nINGRESSO LIBERO<\/p>\n<p>Informazioni al pubblico\u00a0\u00a0 \u00a0Galleria Gruppo Credito Valtellinese<br \/>\ngalleriearte@creval.it &#8211; www.creval.it<\/p>\n<p>Ufficio Stampa\u00a0\u00a0 \u00a0manzoni22 \u2013 Camilla Palma<br \/>\ntel. +39 031 303492\/+39 347 0420386<br \/>\ncamilla.palma@manzoni22.it<\/p>\n<p>Mostra prodotta e organizzata dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese<br \/>\nin partnership con Studio Fantoni e con il patrocinio del Comune di Milano Municipio 1<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 17 maggio al 1 luglio 2017 Sedi:\u00a0\u00a0 \u00a0Galleria Gruppo Credito Valtellinese Milano, Corso Magenta n. 59 Vernice per la stampa: \u00a0\u00a0 \u00a0marted\u00ec 16 maggio ore 12.00 Galleria Gruppo Credito Valtellinese Inaugurazione: \u00a0\u00a0 \u00a0marted\u00ec 16 maggio ore 18.30 Galleria Gruppo Credito Valtellinese &nbsp; La Fondazione Gruppo Credito Valtellinese inaugura, marted\u00ec 16 maggio presso la Galleria Gruppo Credito Valtellinese di Milano \u2013 Refettorio delle Stelline, la prima grande mostra personale del fotografo Elia Festa con la curatela di Fortunato D\u2019Amico e il progetto espositivo di Matteo Fantoni. Nato nel 1956 a Milano, Festa collabora fin da giovane con il pittore Ibrahim Kodra, frequentandone il suo studio, lavora come free lance per l\u2019agenzia Young&amp;Rubicam a fianco di nomi come Scheichenbauer, Noble e molti altri. La sua ricerca fotografica, fin dagli esordi, sviluppa temi che diventano spesso pensiero, a volte riflessioni fino a diventare ritratti di design. Conosciuto e apprezzato come fotografo gi\u00e0 alla fine degli anni settanta oggi Elia Festa \u00e8 un artista visivo che cattura con il suo obiettivo dettagli di oggetti comuni, di architetture, di fenomeni, di luci che spesso sfuggono allo sguardo comune. Li rimaneggia, ne coglie l\u2019essenzialit\u00e0, ne scruta l\u2019animo svelandone la parte pi\u00f9 profonda e nascosta. E cos\u00ec le sue opere, che inizialmente possono sembrare macchie astratte e informi, ad un occhio attento rimandano a paesaggi suggestivi lontani che accendono emozioni e curiosit\u00e0. Le fotografie di Festa si muovono dalla realt\u00e0 scrutando i particolari, scoprendo riverberi che definiti dall\u2019occhio del fotografo assumono una nuova vita indipendente. Il viaggio nell\u2019universo di Elia Festa si sviluppa lungo il percorso temporale della sua attivit\u00e0 dedicata all\u2019elaborazione artistica dell\u2019immagine fotografica, sempre pi\u00f9 caratterizzata da una trasfigurazione astratta, diventata manifesto di una realt\u00e0 contemporanea che nell\u2019infinitamente piccolo indaga nuovi universi di conoscenza e di verit\u00e0. La mostra, in un ampio percorso temporale e cronologico, accoglie le opere pi\u00f9 rappresentative di un intenso lavoro in continua evoluzione che parte dagli anni settanta con le prime ricerche fotografiche, prosegue negli anni Ottanta con la realizzazione delle pi\u00f9 importanti campagne pubblicitarie con le pi\u00f9 note aziende italiane (Breil, San Pellegrino, Moschino, Kodak, Enel, ecc.). Segue l\u2019intensa e proficua collaborazione con la Galleria Photology di Milano e Londra che indirizza il lavoro di Festa nella decade degli anni novanta.\u00a0 Agli inizi degli anni duemila, avviene il passaggio dalla fotografia analogica all\u2019immagine digitale e, quindi, all\u2019arte visiva.\u00a0 Un\u2019ampia area della mostra \u00e8 dedicata alle grandi opere e sculture nelle quali l\u2019utilizzo del bianco e nero esalta la precisione quasi chirurgica dei tagli, delle inquadrature dove ogni senso \u00e8 ragionato e voluto. E, infine, la sezione pi\u00f9 moderna con opere di grandi dimensioni dove si alterna il colore dal forte impatto emotivo al bianco e nero. Il percorso espositivo si apre e si chiude con due camere oscure che regalano al visitatore un\u2019esperienza emozionale ed immersiva molto coinvolgente. La mostra si racconta all\u2019interno di un\u2019onda naturale, creata da Matteo Fantoni, ritmata da un susseguirsi di volumi variabili, compressioni ed esplosioni spaziali, luci ed ombre che il visitatore attraversa per conoscere e vivere l\u2019artistico di Elia Festa. La luce, metafora nascosta dell\u2019intero percorso espositivo, si manifesta sia sul piano bidimensionale che su quello tridimensionale sconfinando, con la forza espressiva dei contenuti artistici di Festa, nella concezione olistica dell\u2019esistenza. Giovanni Gastel, amico ed estimatore di Festa, scrive di lui: \u201c\u00e8 capacit\u00e0 degli artisti vedere oltre la realt\u00e0 delle cose, cogliere le alternative di significato, scoprire una percezione nuova e trasmetterla con un contenuto alto di poesia. Elia Festa \u00e8 un artista e un poeta: con il suo occhio fotografico ci invita a osservare le cose e a leggere la realt\u00e0 con una nuova profondit\u00e0\u201d. 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Nel 2006 in collaborazione con il regista Salvino Raco realizza la Performance &#8220;La corsa di Sizwe Kondhile&#8221; con proiezione di opere fotografiche inerenti il tema, alla Triennale di Milano con patrocinio di Comune e Provincia di Milano, ispirato da questo lavoro realizza il progetto &#8220;It&#8217;s about blood&#8221; dolore e anima del grande sacrificio umano della storia Africana. Nel 2009 elabora ed espone in anteprima a Milano &#8220;I miei numeri&#8221;, base da cui partir\u00e0 il proprio cambiamento artistico. Agosto-settembre 2009 a Noto &#8221; La Habana&#8221; a cura di Davide Faccioli. Gennaio 2010 espone alla galleria &#8220;Studio Visconti&#8221; di Milano, il lavoro &#8220;Microbi&#8221; e alla galleria &#8220;Photology&#8221; di Milano &#8220;Ho vissuto qui&#8221; video realizzato nel 2010 e vintage 1993-2002. Nel 2011 presenta alla Torre Cesar Pelli di Milano il progetto di Industrial Art \u201cPhotosophy. 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